martedì 10 marzo 2009

Il passeggero oscuro

Ho sentito parlare di "passeggero oscuro".
Ognuno di noi ne ha uno accanto, che viaggia al nostro fianco lungo tutta una vita e che accompagna silenziosamente i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni.
Ci parla piano, sfiorandoci le orecchie col proprio fiato. Soffia sulle nostre fiamme di candela, ci spinge stringendoci i fianchi, tiene aperti i nostri occhi quando non lo vogliamo.
Non è il male, non è la cattiveria, non è il marcio dell'anima. E' la nostra profondità, il custode dei nostri sentimenti più nascosti, il domatore della nostra vergogna, la mano che ci scopre in ogni momento, il faro puntato quando crediamo d'essere soli.
Io ho un passeggero oscuro, una sagoma nera che conosce il mio nome, che descrive ogni cosa nascosta nelle mie sabbie. Non è di certo una piacevole presenza, ma grazie a lui ricordo la mia vita, ogni lesione, ogni urto, ogni stretta allo stomaco.
In fondo è un amico, come un segnale rosso sopra la mia testa, una pressione al cuore per tutte le volte che sterzo verso il silenzio, la vigliaccheria, la paura.
E voi? Lo avete già incontrato il vostro? Cosa vi dice?

2 commenti:

Peter Pasquer ha detto...

Il mio dice sempre: "T'accompagno io, t'accompagno..."
:D

Bel post fratello!

Lorenzo Pasqua ha detto...

Grazie! Conoscevo già il tuo "passeggero oscuro". Il mio interviene quando preferisco la bontà alla cattiveria e mi dice: Eh no.

Imitando tu sai chi.